martedì 1 aprile 2008



mi unisco ai primi passi titubanti di chi comincia ad utilizzare questo strumento e provo a lasciare anche io la mia orma: una foto con cui tappezzerei il mondo e poche righe che mi emozionano, mi parlano di me, di matria, di tutte le matrie del mondo e anche di noi e.




Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo [...] Queste cose si capiscono col tempo e con l'esperienza. Possibile che che a quarant'anni, e con tutto il mondo che ho visto, non sappia ancora che cos'è il mio paese?
Cesare Pavese, La luna e i falò

5 commenti:

Stefania Talìa ha detto...

uauu! funziona! e visto che ci ho preso gusto volevo solo specificare che sono sempre io, la stefania di nettuno, ma mi sono mascherata per l'occasione blog da "guarda" in siciliano!

fernando ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fernando ha detto...

Ciao Stefania, grazie per il bellissimo brano.

alessandra ha detto...

grazie stefi, che parole

Anonimo ha detto...

che dolce questa ranocchietta!!!
e anche belle le parole!!!
Stefania F.