martedì 30 settembre 2008

da deborah

Carissimi compagni di viaggio
ogni modulo e le giornate trascorse insieme lavorano sempre dentro di me...quando torno a casa mi ci vuole qualche giorno per riprendermi .....
la consapevolezza a volte mi rende felice, altre malinconica....poi i vostri volti e le parole condivise sedimentano nella mia memoria come un liquido fertile.... per questo desidero ringraziarvi tanto e tutti condividendo con voi la frase dell'allegato.
un abbraccio forte forte
Deborah


Il corpo: “ Abitare è conoscere, è sentirsi a casa, ospitati

da uno spazio che non ci ignora, tra le cose che dicono il

nostro vissuto, tra volti che non c’è bisogno di riconoscere

perché nel loro sguardo ci sono le tracce dell’ultimo congedo

Abitare è sapere dove deporre l’abito, dove sedere alla mensa,

dove incontrare l’altro, dove dire è u-dire, rispondere è

cor-rispondere.

Abitare è trasfigurare le cose, è caricarle di sensi che

Trascendono la pura oggettività, è sottrarle all’anonimia

Che le trattiene nella loro inseità, per restituirle ai nostri

gesti abituali che consentono al nostro corpo di sentirsi tra

le sue cose, presso di sè”

(Umberto Galimberti)

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